DID – Demanio Idrico


Introduzione

Contenuti

Viste Riassuntive

Temi geografici

Schema di Fatto



INTRODUZIONE

Le acque pubbliche sono beni immobili oggetto di proprietà pubblica e perciò stesso annoverate, dall’art. 822 cod. civ., tra i beni demaniali. La demanialità dell’acqua pubblica equivale in primo luogo ad appartenenza necessaria dell’acqua stessa alla Pubblica Amministrazione ed, in secondo luogo, alla necessaria preordinazione delle acque ad una serie tipologica di utilizzazioni, disposte e controllate dalla Pubblica Amministrazione.

Sono definite pubbliche dall’art. 1 della Legge 5 gennaio 1994 n. 36 tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo. Il D.P.R. 18 febbraio 1999, n. 238 aggiunge che sono tali anche le acque raccolte in invasi o cisterne, mentre esclude dal demanio idrico tutte le acque piovane non ancora convogliate in un corso d’acqua o non ancora raccolte in invasi o cisterne.

Dall’entrata in vigore del DPR 238/1999 e quindi a partire dalla data del 10 agosto 1999, tutti i prelievi idrici effettuati da corpi idrici superficiali e sotterranei sono soggetti al rilascio di autorizzazioni, secondo le procedure previste dal Testo Unico sulle acque di cui al RD 1775/1933.

Possono derivare e utilizzare acqua pubblica, secondo il RD 1775/1933 coloro che posseggono un titolo legittimo (riconoscimento) e coloro che ottengono regolare concessione. Le derivazioni sono distinte in piccole e grandi. Il R.D. modificato dal D. Lgs. 275/1993 le distingue secondo le seguenti principali categorie di utenza:

- per produzione di forza motrice: potenza nom, media annua kW 3000;

- per acqua potabile 100 l/s;

- per irrigazione 1000 l/s;

- per bonifica per colmata 5000 l/s;

- per usi industriali 100 l/s;

- per uso ittiogenico 100 l/s;

- per costituzione di scorte idriche ad uso antincendio e sollevamento a scopo di riqualificazione di energia 100 l/s



In base al D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112, alla gestione del demanio idrico provvedono le regioni e gli enti locali, fatta eccezione per i compiti di rilievo nazionale che restano riservati allo Stato. In Toscana, con la Legge Regionale n. 91/98, modificata poi dalla L.R. 1/2001, sono state attribuite alle Province le funzioni in materia di difesa del suolo e in particolare (L.R. 1/2001, art. 31) la “gestione del demanio idrico, ivi comprese le funzioni relative alle derivazioni di acqua pubblica, alla ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque sotterranee, alla tutela del sistema idrico sotterraneo, nonché la determinazione dei canoni di concessione per l'utilizzo del demanio stesso e l'introito dei relativi proventi”.

Le Province destinano le risorse introitate a seguito delle concessioni per l’utilizzo del demanio idrico al finanziamento dell’organizzazione dei servizi e degli interventi di tutela delle risorse idriche e dell’assetto idraulico e idrogeologico sulla base delle linee programmatiche di bacino, sentiti gli altri enti locali interessati. 

La tutela quantitativa della risorsa idrica, come sancito dalla normativa quadro del Dlgs 152/99, concorre inoltre al raggiungimento degli obiettivi di qualità fissati in sede comunitaria per i corpi idrici superficiali e sotterranei . Il Dlgs 152/99 ribadisce i concetti di risparmio e riutilizzo acque reflue espressi già dalla L. n. 36/94: eliminazione degli sprechi e riduzione dei consumi, riduzione perdite di rete, realizzazione di reti duali, utilizzo di acque meno pregiate per usi compatibili.

Il Piano di Tutela delle Acque, introdotto dal Dlgs 152/99 e che costituisce un piano stralcio di settore del piano di bacino ai sensi dell'art. 17 della L. 183/89, adotta le misure volte ad assicurare l'equilibrio del bilancio idrico come definito dall'Autorità di bacino, nel rispetto delle priorità della L.36/94, e tenendo conto dei fabbisogni, delle disponibilità, del minimo deflusso vitale, della capacità di ravvenamento della falda e delle destinazioni d'uso della risorsa compatibili con le relative caratteristiche qualitative e quantitative.

La concessione è rilasciata sempre se non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d'acqua interessato e se è garantito il minimo deflusso vitale. E’ tenuto conto inoltre, delle possibilità di utilizzo di acque reflue depurate o di quelle provenienti dalla raccolta di acque piovane, sempre che ciò risulti economicamente sostenibile.

Nei casi di prelievo da falda si tiene conto della necessità di assicurare l'equilibrio complessivo tra i prelievi e la capacità di ricarica dell'acquifero, anche al fine di evitare fenomeni di intrusione di acque salate, o inquinate, e di quant'altro sia utile in funzione del controllo del miglior regime delle acque.

Le concessioni di derivazione sono temporanee. La durata delle concessioni non può eccedere i 30 anni ovvero i 40 per uso irriguo per le concessioni di derivazione già rilasciate.

Le concessioni di grandi derivazioni ad uso industriale hanno durata non superiore a 15 anni e possono essere condizionate all’attuazione di risparmio idrico mediante il riciclo o il riuso dell’acqua.

Le concessioni di derivazioni per uso irriguo devono tener conto delle tipologie delle colture in funzione della disponibilità della risorsa idrica, della quantità minima necessaria alla coltura, prevedendo, se necessario, specifiche modalità di irrigazione; le stesse sono assentite o rinnovate solo qualora non risulti possibile soddisfare la domanda d’acqua attraverso le strutture consortili.

Il Regio Decreto prevede speciali disposizioni per l’utilizzo di acqua pubblica al di fuori del regime della concessione.

L’art. 93 del RD 1775/1933 sancisce la libertà, per il proprietario di un fondo, anche nelle zone soggette a tutela della pubblica amministrazione e per l’uso domestico, di estrarre ed utilizzare liberamente, anche con mezzi meccanici, le acque sotterranee nel suo fondo, purché osservi le distanze e le cautele prescritte dalla legge.

Sono compresi negli usi domestici “l’innaffiamento di giardini ed orti inservienti direttamente al proprietario e alla sua famiglia e l’abbeveraggio del bestiame”. Tutte le norme successive ribadiscono la libertà del pozzo ad uso domestico.

Per il caso delle acque superficiali è prevista invece la facoltà di concedere licenze con scadenza annuale e rinnovabili per non più di cinque volte, per l’attingimento di acqua superficiale a mezzo di dispositivi mobili o semi fissi posti sulle sponde ed a cavallo degli argini.

Le licenze sono possibili purché:



Le captazioni superficiali o prese, fisse, sono sempre soggette a concessione.

La captazione di acque sotterranee quando riguarda emergenze sub-superficiali della falda idrica o sorgenti corrisponde a varie tipologie di opere quali: bottini, gallerie e fori drenanti.

Più diffusamente, la captazione della falda idrica in profondità è fatta tramite pozzi. Tutti i pozzi esistenti, a qualunque uso adibiti, ancorché non utilizzati, a norma dell’art. 10 del Dlgs 275/93 “Riordino in materia di concessione di acque pubbliche”, devono essere denunciati dai proprietari o dagli utilizzatori alla Regione nonché alla Provincia competente per territorio.


CONTENUTI

I dati della collezione DID provengono dalle seguenti fonti:

- Regione Toscana - Servizio Geografico Regionale: catasto corpi idrici (acquiferi, corsi, laghi);
- Province: catasto captazioni e utenze (concessioni, licenze di attingimento e pozzi domestici);

I dati sono integrati, armonizzati e periodicamente aggiornati nella banca dati del SIRA.

I dati delle Province sono aggiornati nel SIRA, con frequenza semestrale, come da Decreto n° 6043 dell'Area Sistema Informativo Territoriale e Cartografia della Regione Toscana.

Gli altri dati, relativamente più statici, sono aggiornati all'occorrenza, dalle fonti originali.

Al termine del processo di armonizzazione delle fonti dati, tutto il complesso degli attributi di analisi (provincia, comune, corpo idrico, bacino idrografico, coordinate etc etc) è ricostruito in un'unica tabella delle captazioni, sia superficiali che sotterranee.

 

Il contenuto della tabella ACQ_DID_CAPTAZIONI è il seguente:

 

Attributo

Tipo

Descrizione

PROVINCIA

Testo

Sigla Provincia

COMUNE

Testo

Nome Comune

LOCALITA'

Testo

Nome della località

ISTAT_COM

Testo

Codice Istat Comune

COORD_GB_EST

Numerico

Coordinata piana est in m nel Sistema Nazionale Gauss Boaga

COORD_GB_NORD

Numerico

Coordinata piana nord in m nel Sistema Nazionale Gauss Boaga

PROFONDITA'

Numerico

Profondità del pozzo in m da piano campagna

FILTRO_DA

Numerico

Inizio tratto filtrante del pozzo in m da piano campagna

FILTRO_A

Numerico

Fine tratto filtrante del pozzo in m da piano campagna

CORPO_IDRICO_ID

Testo

Codice catasto Corpi Idrici (SIRA)

CORPO_IDRICO_TIPO

Testo

Tipologia Corpo Idrico

Superficiale: CORSI / LAGHI e LAGUNE

Sotterraneo: DEPOSITI POROSI FLUVIO LACUSTRI e MARINO COSTIERI / FORMAZIONI CARBONATICHE / VULCANITI

CORPO_IDRICO_NOME

Testo

Nome del Corpo Idrico

CONTATORE

Testo

Presenza Contabilizzatore prelievi (S/N)

CEMENT_SUPERF

Testo

Opera completa di cementazione superficiale (S/N)

STRATIGRAFIA

Testo

Disponibilità stratigrafia (S/N)

DISPOSITIVI_PRELIEVO

Testo

Presenza in sito di pompa, dispositivo per il prelievo di campioni (S/N)

STRUMENTI_MISURA

Testo

Presenza di strumentazione di misura in continuo piezometrica, portata, parametri qualità (S/N)

TELECONTROLLATO

Testo

Captazione telecontrollata (S/N)

USO_PRIMO

Testo

USO della Captazione ai fini della Concessione od altro riconoscimento (Licenza, Pozzi domestici)

AUTOLAVAGGIO / BONIFICA / CONSUMO UMANO / DOMESTICO / IDROELETTRICO / INDUSTRIALE / IRRIGAZIONE / IRRIGAZIONE VERDE PUBBLICO / NON DEFINITO / PESCICOLTURA / PRODUZIONE FORZA MOTRICE / SERVIZI ANTINCENDIO / SERVIZI IGIENICI / ZOOTECNICO

UTENZA_DEMANIALE


Testo

Categoria di Utenza come da RD 1175/1933

DOMESTICO / INDUSTRIALE / IRRIGAZIONE / ITTIOGENICO / POTABILE / PRODUZIONE FORZA MOTRICE / SCORTE IDRICHE ED ALTRI USI

TITOLARE_NOME

Testo

Denominazione, ragione sociale del titolare captazione

TITOLARE_CF_PIVA

Testo

Codice Fiscale / P. IVA di identificazione del titolare

SIRA_ID

Testo

Codice SIRA captazione (codice istat provincia - progressivo numerico)

PRATICA_ID

Testo

Riferimento pratica archivio provinciale

CONCESSIONE_NUMERO

Testo

Numero Concessione

CONCESSIONE_DATA

Testo

Data Concessione

SPONDA

Testo

Posizione presa SX / DX

TIPO

Testo

ACQUA SOTTERRANEA / ACQUA SUPERFICIALE

CONCESSIONE_L_S_VALORE_NUM

Numerico

Portata Concessa in l/s valore numerico

CONCESSIONE_L_S_VALORE_ALFANUM

Testo

Portata Concessa in l/s valore esteso alfanumerico



Dalla tabella ACQ_DID_CAPTAZIONI tramite gli ordinari strumenti di selezione, raggruppamento e pivoting, offerte dallo stesso portale SIRA tramite l’applicazione Hypercubi, possono essere estratti e/o analizzati i dati di interesse.



VISTE RIASSUNTIVE

Sui dati della tabella ACQ_DID_CAPTAZIONI sono disponibili anche le seguenti viste sintetiche riassuntive:





Per l'importazione del formato di scambio “csv” (comma separated value) nei formati più usuali di Excel od Access è stata predisposta una guida di aiuto.

TEMI GEOGRAFICI

Sono disponibili i seguenti temi geografici:

shapefile delle captazioni su acque superficiali e sotterranee della Toscana (8 Mb) - acq_did_captazioni.shp

shapefile delle captazioni su acque superficiali e sotterranee nelle province di: AR, FI, GR, LI, LU, MS, PI, PO, PT, SI



SCHEMA DI FATTO